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IL CIOCCOLATO… UN ALIMENTO “AMICO” DEL NOSTRO SORRISO.

 

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Per anni considerato un diabolico nemico dei nostri denti, il cioccolato si è invece rivelato un prezioso alleato nella prevenzione della carie. Secondo quanto scoperto il cacao preserverebbe infatti lo smalto dei nostri denti, svolgendo un’ulteriore azione antibatterica e anticariogena.

Questa proprietà appartiene però SOLO al cacao amaro il quale è ricco, di alcune sostanze (i tannini, i floruri e i fosfati )che hanno capacità di antidemineralizzazione dello smalto. Vale a dire che aiutano a ridurne la perdita ed anche a proteggere da carie e placca.

Non sempre però il cioccolato riesce a svolgere un’azione preventiva verso l’insidiosità della carie; questa capacità viene infatti vanificata se la barretta di cioccolato è gustata insieme ad altri alimenti dolci e/o a carboidrati ma soprattutto se non si rispettano, di base, le regole di una corretta e accurata igiene orale che resta la prima condizione per la prevenzione della carie e di altre patologie del cavo orale. Per avere efficacia preventiva contro la carie, il cioccolato deve essere però rigorosamente fondente all’80-85%, ossia con quantitativi di zucchero pari quasi a zero.

 

CANINI INCLUSI: COME ACCORGERSENE E COSA FARE

 

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Un dente si definisce incluso quando non è presente nel cavo orale all’epoca della fisiologica eruzione e si presume che non eromperà spontaneamente.
L’inclusione dentaria (esclusa quella dei terzi molari) è frequente nella pratica odontoiatrica. Colpisce dal 5,6% al 18,8% della popolazione generale e circa il 20-22% dei pazienti ortodontici. Nella maggior parte dei casi, il riscontro è casuale.

I canini superiori rappresentano gli elementi dentari che più frequentemente risultano inclusi dopo i terzi molari inferiori (denti del giudizio) con un’incidenza variabile dallo 0,9 al 3%. Riguardo la sede , le inclusioni palatali risultano più frequenti ( 85%) di quelle vestibolari ( 15%) e il sesso femminile ne risulta più colpito di quello maschile
QUALI SONO LE CAUSE?
La mancata eruzione di un elemento dentario riconosce fattori eziologici :
- generali (condizioni sistemiche predisponenti quali l’ereditarietà, le disendocrinie, le malattie dismetaboliche e quelle infettive)
- strutturali (alterazioni delle ossa basali ,per esempio, ipoplasia del mascellare superiore primarie o secondarie a condizioni patologiche congenite ereditarie come Labio-Palato-Schisi, Sindrome di Crouzon ecc.)
- e più frequentemente locali
I fattori eziologici locali sono i più numerosi, frequenti e determinanti.
Essi possono essere correlati alla dentizione decidua (persistenza o perdita precoce dell’elemento), a quella permanente (anchilosi radicolare, anomalie di forma e di volume corono-radicolari, di posizione e di decorso eruttivo, alterazione del meccanismo e della sequenza eruttiva) o derivare da un ostacolo meccanico all’eruzione (disarmonia dento-alveolare, sovrannumerari, neoformazioni odontogene, cisti e tumori odontogeni, frenuli…)

COME CI SI ACCORGE DEI CANINI INCLUSI?

Talvolta nei bambini alcuni denti definitivi ‘non spuntano’.
Un genitore attento potrebbe notare che il canino da latte non cade, senza lasciare lo spazio per la crescita del dente permanente. Questo è il primo e fondamentale sintomo del fenomeno dei canini inclusi.

COSA FARE ?
Per confermare la diagnosi di canino incluso, risalire alle possibili cause e decidere le possibilità di trattamento, sarà necessario procedere con un’accurata visita odontoiatrica/ortodontica seguita da radiografie mirate alla conferma della diagnosi clinica.

COME SI CURA?

Il trattamento del canino incluso dipende da diversi fattori.
In alcuni casi il trattamento sarà di tipo ortodontico in altri invece può rivelarsi opportuno ricorrere a una terapia chirurgico-ortodontica in altri ancora solamente chirurgica.

Intervenire in maniera tempestiva permette di risolvere il problema in modo meno invasivo.

Il problema infatti non va assolutamente sottovalutato.
I canini inclusi possono portare a complicazioni anche gravi, come malocclusioni , problemi masticatori, o arrecare danni ai denti vicini.

 

COSA SONO GLI IMPIANTI DENTALI?

 

Studio Dentistico Laurito Impianto 01

Sono dei dispositivi in titanio progettati per essere collocati chirurgicamente all’interno dell’osso mandibolare o mascellare al fine di sostituire le radici degli elementi dentari andati perduti e fornire resistenza al posizionamento di una protesi dentale. Per tale motivo tendono a riprodurne forma e dimensioni.

Una volta posizionati rimangono all’interno dell’osso completamente sommersi dalla gengiva.

QUALI SONO I VANTAGGI DI UNA PROTESI SU IMPIANTI?

Numerosi sono i vantaggi legati a tale tipo di procedura odontoiatrica

1) In presenza di singole edentulie, l’utilizzo di impianti in titanio ci permette di poter sostituire gli elementi persi, in modo naturale e semplice, senza dover intaccare i denti vicini;

2)  In presenza di selle edentule, gli impianti permettono di realizzare protesi fisse, rappresentando una validissima alternativa alle scomode e poco accettate protesi mobili.

3) Gli impianti possiedono la capacità di continuare a stimolare in maniera attiva e continua, attraverso le forze masticatorie, la funzionalità della cresta ossea evitando così il caratteristico riassorbimento osseo che si osserva in seguito alla perdita di un elemento dentario e alla presenza di una protesi tradizionale.

L’INTERVENTO È DOLOROSO?

L’intervento si esegue in regime ambulatoriale ed in anestesia locale. Se ritenuto necessario è possibile praticare una blanda sedazione.

L’intervento non è doloroso ed è paragonabile ad un’estrazione dentaria semplica.

Eventuali fastidi possono insorgere nelle ore successive, ma generalmente possono essere agevolmente controllati mediante terapie analgesiche o antiinfiammatorie.

Nella maggior parte dei casi, il giorno dopo è possibile tornare alle proprie occupazioni senza alcun problema

ESISTE IL RISCHIO DI RIGETTO?

Il titanio viene usato con successo da tantissimi anni in tutte le branche dell’odontoiatria. È definito commercialmente puro ed è quindi totalmente biocompatibile con il nostro organismo. Ciò significa che è inerte e da solo non è in grado di indurre reazioni avverse da parte del nostro organismo.

Per tale motivo non si può parlare di “rigetto”.

COME SI PUO’ CONTRIBUIRE ALLA BUONA SALUTE DELL’IMPIANTO NEL TEMPO?

Una corretta igiene orale è alla base di una lunga durata dell’impianto. Per tale motivo oltre all’igiene orale domiciliare, è opportuno sottoporsi a regolari controlli periodici e  seguire scrupolosamente il piano di richiami prefissato.

 

COSA SI INTENDE PER DISODONTIASI DEL TERZO MOLARE?

 

Studio Dentistico Laurito Dentedelgiudizio 02

Per Disodontiasi  si intende un’eruzione dentale anomala e complicata che può determinare un quadro di inclusione dentaria.

Clinicamente la disodontiasi si identifica in una patologia infiammatoria a carico del sacco follicolare ( pericoronite). Un elemento dentale viene considerato incluso quando fallisce la sua eruzione in arcata entro i tempi di permuta considerati normali.

Il terzo molare inferiore (DENTE DEL GIUDIZIO) è l’elemento dentario che più frequentemente rimane incluso seguito, in ordine di frequenza dal canino mascellare.

L’infiammazione ai denti del giudizio è molto comune. Cosa puoi fare per risolverla? Se ti accorgi che un terzo molare sta erompendo è il caso di rivolgerti al tuo dentista, il quale potrà consigliarti di attendere che il dente spunti definitivamente ( se ci sono le condizioni favorevoli) oppure optare per un’estrazione.

La rimozione del terzo molare incluso rappresenta una delle più comuni procedure di chirurgia orale. Esperienza , pratica, conoscenza delle condizioni anatomiche loco regionali sono necessarie per l’espletamento della procedura chirurgica con trauma operatorio ridotto, infatti, l’inesperienza e la ridotta pratica sono strettamente connesse all’aumento delle complicanze.